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La protezione del territorio

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La protezione del territorio e delle risorse del suolo fondamentale per un futuro sostenibile dell’Europa.

Ancora troppo consumo di suolo a danno di territorio e biodiversità.

«Il territorio e il suolo sono alla base della vita sul nostro pianeta. Il modo in cui attualmente utilizziamo queste risorse vitali e limitate in Europa non è sostenibile. Le attività umane – città in crescita e reti infrastrutturali, agricoltura intensiva, inquinanti e gas serra rilasciati nell’ambiente – trasformano i territori europei ed esercitano una crescente pressione su terra e suolo». A dirlo – o meglio a ribadirlo – sono gli EEA Signals 2019 “Land and soil in Europe” pubblicati il mese scorso dell’European environment agency (Eea), che esaminano una serie di questioni legate alla terra e al suolo, «compresi i collegamenti ai cambiamenti climatici, all’agricoltura, alla biodiversità del suolo, alla contaminazione e alla governance» e sottolinea i motivi per cui dobbiamo gestirli in modo sostenibile. Il rapporto Eea evidenzia le principali pressioni – come l’espansione urbana, l’inquinamento, l’uso intensivo dei terreni agricoli, la frammentazione del territorio – che incidono sul territorio e sul suolo europei.  Attualmente,  le superfici artificiali (edifici, strade, strutture urbane) coprono meno del 5% del territorio dei Paesi aderenti all’Eea, un consumo di suolo che, nonostante il rallentamento negli ultimi anni, continua a crescere. L’Eea ricorda che «Quasi tre quarti degli europei vivono nelle aree urbane e la continua espansione urbana spesso minaccia i terreni produttivi utilizzati per l’agricoltura, nonché le foreste e altre aree che ospitano la fauna selvatica ed ecosistemi vitali». Land and soil in Europe sottolinea che «Dobbiamo preservare e proteggere meglio queste risorse chiave. Ad esempio, il modo in cui costruiamo e colleghiamo le città dovrebbe dare la priorità al “riciclo del territorio”, che consiste nel riutilizzare e riedificare le aree urbane esistenti come i vecchi siti industriali ed evitare che i nuovi terreni vengano coperti da cemento e asfalto». Si prevede che entro il 2050 la popolazione urbana europea crescerà di 30 milioni e l’Eea dice che «Date queste previsioni, le città compatte, con opzioni di mobilità ben collegate, dovranno svolgere un ruolo chiave per fornire una migliore qualità della vita urbana con minori impatti sull’ambiente. Allo stesso modo, la pressione esercitata dalle attività economiche, inclusa l’agricoltura, può influire negativamente sulla salute del territorio e del suolo. I prodotti fitosanitari contenenti sostanze chimiche nocive possono aumentare i raccolti a breve termine, ma rischiano di compromettere la produttività del suolo a lungo termine. Il settore agricolo europeo si basa su suoli sani, che possono essere garantiti solo attraverso una serie completa di misure che comportano una combinazione di pratiche agricole (ad esempio agricoltura di precisione, diversificazione delle colture, ecc.), comunità rurali e agricole (ad esempio, lotta contro l’abbandono del suolo), così come rivenditori e consumatori (ad esempio, riduzione degli sprechi alimentari)». Ecosistemi del suolo sani e resistenti sono anche essenziali per aiutarci a mitigare e ad adattarsi ai cambiamenti climatici: «I suoli e territori europei stoccano enormi quantità di carbonio. Da un lato, temperature più calde possono sciogliere il permafrost e rilasciare parte di questo carbonio nell’atmosfera, contribuendo al cambiamento climatico – fanno notare all’Eea – D’altro canto, un uso sostenibile dei nostri suoli può aiutare a mantenere questo carbonio stoccato nel terreno. Le aree naturali o i suoli non coperti da superfici artificiali o compattati da macchinari pesanti possono aiutare ad assorbire la pioggia in eccesso in caso di precipitazioni intense o fungere da deposito dell’acqua in periodi di siccità». Il rapporto affronta anche la necessità di proteggere meglio gli ecosistemi terrestri e di garantire che le aree naturali, dove vivono gli animali selvatici, siano meglio collegate tra loro per consentire alle specie di spostarsi e migrare: «Questo richiede una vasta rete di infrastrutture verdi, che colleghino le aree naturali. Nuovi strumenti, come il programma di osservazione e monitoraggio della Terra dell’Unione europea, Copernicus, che sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo e pianifichiamo un utilizzo più sostenibile delle nostre preziose risorse di territorio e suolo». L’Eea conclude: «Un uso sano e sostenibile delle nostre risorse territoriali e del suolo aiuterà l’Unione europea a raggiungere molti dei suoi obiettivi politici che vanno dalla mitigazione dei cambiamenti climatici a fermare la perdita di biodiversità, nonché agliobiettivi di sviluppo sostenibile».

Direttore Resp. Villa Maurizio
+393389878233
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