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Smog, il vero nemico è il riscaldamento Ma è il clima il primo alleato delle pm10

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Smog, il vero nemico è il riscaldamento Ma è il clima il primo alleato delle pm10

Giovedi, 14/01/2016
Più riscaldiamo i nostri appartamenti, più peggiora la qualità dell'aria che respiriamo. A ribadirlo è il rapporto sulla qualità dell'aria in Emilia-Romagna, pubblicato in questi giorni dall'Arpae (l'Agenzia regionale prevenzione ambiente energia). Se il 2015 si è chiuso in piena emergenza smog a causa dalle condizioni meteo favorevoli alle concentrazioni di polveri sottili, il 2016 si apre invece con un clima meno favorevole alle pm10, ma con una media regionale di 3 sforamenti del valore limite consentito nelle prime due settimane del nuovo anno. A Bologna si sono registrati due sforamenti giornalieri fino al 14 gennaio, a Rimini sono stati quattro. Nel 2015 gli sforamenti del valore limite giornaliero di pm10 (50 microgrammi per metrocubo) sono stati più di 35 in 23 delle 43 stazioni di monitoraggio installate in tutte l'Emilia-Romagna. A Bologna ci sono stati 37 sforamenti (38 nella centralina di porta San Felice): la legge consente un valore limite di 35 giorni di sforamenti all'anno. Sebbene i dati siano peggiori rispetto al 2013 e al 2014, i giorni di sforamento annuali non hanno comunque raggiunto i valori massimi registrati negli anni passati. Ma nel 2015 a peggiorare la situazione sono state le condizioni climatiche: con una percentuale del 68% di giorni favorevoli all'accumulo di pm10, quello che si è appena chiuso è stato l'anno «più sfortunato», dal punto di vista climatico, degli ultimi 10 anni. Il principale responsabile delle polveri sottili nell'aria è il riscaldamento delle abitazioni private, che rappresenta il 40% del totale. A Bologna le caldaie immettono ogni anno più di 9 tonnellate di pm10 nell'aria. «Il traffico su strada, invece prosegue il rapporto di Arpae contribuisce per il 34%, seguito dai trasporti non stradali e dall'industria». Non sono dunque le automobili il nemico numero uno dell'aria, ma gli impianti di riscaldamento. Il traffico è però al secondo posto nella black list dei nemici dell'aria. In particolare, oltre alle pm10, il traffico sversa nell'atmosfera più di 160 tonnellate di monossido di carbonio all'anno. E per questo inquinante che la centralina di porta San Felice nel 2015 ha registrato una media annua di 61 microgrammi al metrocubo, contro i 40 consentiti. Tre i tasti dolenti per la qualità dell'aria in Emilia-Romagna: polveri sottili, monossido di carbonio e ossidi di azoto. Ma a contribuire allo loro formazione non sono soltanto caldaie e automobili. Le attività agricole e zootecniche, infatti, sono cause di inquinanti cosiddetti secondari, cioè frutto di reazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera e hanno un peso notevole tra le fonti inquinanti principali. «La concentrazione media di fondo di inquinanti secondari come pm10, pm2,5 e ozono in Emilia-Romagna scrive l'Arpae dipende in buona parte dall'inquinamento a grande scala tipico della Pianura padana». In regione, dunque, si paga lo scotto della presenza di numerose industrie agricole e allevamenti animali. In particolare il 30% delle polveri sottili sono prodotte da reazioni chimico-fisiche tra l'ammoniaca prodotta da questo tipo di attività, gli ossidi di azoto e i composti organici volatili dovuti all'uso di solventi. Delle 50 tonnellate di ammonica sversate in atmosfera nel 2015, in Emilia-Romagna più del 90% sono generate da attività agricole. Gli ossidi di azoto, invece, sono generati per il 57% dal traffico veicolare, per la restante parte da attività industriali, agricoltura e impianti di riscaldamento.

Direttore Resp. Villa Maurizio
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